Il 30 marzo 2026 si è svolta nel Learning garden la prima gara di Poetry slam della scuola secondaria di primo grado Dante Alighieri. L’iniziativa è stata proposta dal nostro ex studente Riccardo Campoli, poeta e concorrente in diversi contest della disciplina, che ci ha introdotto allo spirito dello slam e alle regole del gioco. Tutte le classi terze si sono sfidate nello scrivere due testi, una poesia d’amore e una poesia a tema libero, con la supervisione del prof. di Religione Cattolica, Stefano Golinelli e degli insegnanti di Lettere delle rispettive classi, Giorgio Marchese per la 3ªA, Fabiana Gurrieri per la 3ªB e Sonia Tonini per la 3ªC. Si è data la possibilità di scrivere anche in lingua straniera, fornendo una traduzione del testo. Sono state fondamentali nella preparazione della gara finale le prove di recitazione con la prof.ssa Antonietta Calabrese e l’entusiasmo e la competenza della nostra Dirigente, prof.ssa Anna Perretta.
Riccardo Campoli ha guidato la competizione come maestro dei giochi, presentando le varie fasi dell’attività e i diversi concorrenti, recitando in prima persona dei suoi versi e aiutando la giuria a valutare i componimenti. L’originalità del Poetry slam non sta semplicemente nello scrivere un testo, ma anche nel saperlo interpretare: erano dunque fondamentali le doti di recitazione.
Nella fasi preliminari gli studenti hanno concorso col testo sull’amore, elaborato finale di un progetto interdisciplinare sull’affettività che li ha visti protagonisti praticamente tutto l’anno: qui i giudici erano gli insegnanti di classe insieme a Riccardo Campoli. I migliori slammer di ogni classe si sono poi sfidati davanti ad una giuria popolare composta da sette giudici, un maschio ed una femmina scelti a caso tra gli stessi studenti di ogni classe, capitanati dalla nostra Dirigente.
Il livello è stato molto alto e tutti hanno dimostrato un impegno ed una maturità degni di veri poeti che ci hanno fatto capire che la poesia è tutt’altro che morta, anzi può essere uno strumento di condivisione anche molto popolare per veicolare la vita degli adolescenti. Il primo classificato ha vinto un buono da 15 euro da spendere presso la pizzeria La Coccinella; la seconda classificata ha vinto un buono da 10 euro per la gelateria K2; la terza classificata, infine, ha ricevuto un buono da 5 euro per la cartoleria Moderna.
Di seguito le poesie dei vincitori e dei finalisti.
Che cos’è l’amore
L’ amore è come il tramonto intenso, ma breve,
come un bacio affascinante e inaspettato,
come il cioccolato, un po’ dolce un po’ amaro,
come una carezza piena di gentilezza.
Ma può essere una ferita che brucia
e il cuore si salva, ma si consuma,
è come una lancia che ci colpisce,
l’amore ci ferisce, ma insieme ci guarisce.
L’ amore è come il calore che si sente nel cuore,
si avvolge intorno a te e si annida dentro di te,
e può curare ogni ferita, come una medicina.
Può distruggere, come può creare:
l’amore non ha un simbolo o una forma,
perché è troppo immenso da paragonare a qualcosa.
Tu, che mi porti dappertutto
come un fulmine,
ma dopo due chilometri
le tue ruote sono già al culmine.
Da poco ti ho riparata,
ma in un secondo
ti sei già ammaccata,
la resistenza non è il tuo forte,
ma sei veloce
come un Apecar a due ruote.
I freni fanno tutto
tranne che frenare,
ma almeno le luci
potevano funzionare.
Ogni cinque pedalate la tua catena cade:
per fortuna ne ho sempre
una nuova da spacchettare.
Tutte le mattine arrivo in ritardo
e solo ora ho capito il fatto.
Però devo dire che sei
la mia migliore amica:
mi porti ovunque e in qualsiasi momento.
Ti ringrazio tanto per tutto questo
e vorrei ricambiare,
ti prometto di trattarti bene,
di accompagnarti sempre in garage
e non lasciarti fuori nelle notte gelide.
Spero di non dimenticarti dopo il patentino
e se arrivasse il momento:
tranquilla, starai sempre nel mio cuoricino.
Esisto anche io.
Quando ridi con i tuoi amici,
quando piangi da solo,
quando sorridi,
quando i tuoi occhi incrociano i miei,
sai che esisto anche io?
Lo sai?
A me non sembra.
Perché quelle risate non sono per me.
Quelle lacrime non sono per me.
Quei sorrisi,
quegli sguardi,
non sono per me.
Io esisto.
Ma per te non sono nulla.
Pensa un po’, per me sei tutto.
E mi fa male pensare che nel tuo mondo non esisto,
nel tuo mondo sono uguale a tutte le altre.
Ma per me sei l’unico.
Come fai a farmi sorridere con un solo sguardo?
Come fai?
E come dovrei fare io se non esisto?
Sono solo nello sfondo,
sfocata.
Non esisto.
Poesia sull’infanzia
Esiste un mondo in cui la preoccupazione non esiste.
Un mondo in cui i problemi sono soltanto un gioco,
un puzzle da comporre,
un lenzuolo da piegare.
Un mondo in cui ci divertiamo a cambiare i nostri nomi,
a inseguirci,
fingere di essere qualcun altro.
Un mondo in cui tutti stanno con tutti,
il tuo amico è mio amico,
in cui il sole splende davvero,
in cui il dolore non fa male,
in cui una carezza è conforto.
Ma in questo mondo, sotto alla carezza si nasconde uno schiaffo.
In questo mondo, la nostra mamma non ci prende più in braccio,
non ci canta per farci addormentare.
Perché siamo grandi.
In questo mondo, il conforto non si trova negli altri,
perché gli altri non capiscono.
La pioggia sì.
Le lacrime sì.
La musica sì.
Ma le parole non lo dicono, le parole tacciono.
Le parole non servono.
E chi capisce, capisce.
Ma il mondo in cui la preoccupazione non esiste,
in cui i problemi sono soltanto un gioco,
in cui ci divertiamo a cambiare identità,
in cui tutti stanno con tutti,
in cui il dolore non fa male,
quel mondo,
quello non esiste più.
E possiamo solo ricordarlo.
Anche se nessuno è davvero grande.
L’amore è come,
come quel tuo respiro, di notte,
quella leggera ansia che mi sveglia, ogni volta,
come quella nota, vibrante, che accende l’anima,
che fa sobbalzare il cuore;
la tua strofa preferita nel momento in cui ne hai più bisogno.
L’amore è come quel tuo piccolo pensiero,
proveniente dal punto più lontano della tua piccola anima,
immatura, ma allo stesso tempo profonda, pronta;
quel momento che decidi di condividere con me,
di fondere il tuo ego con il mio.
L’amore è come il tuo arrivo inaspettato,
che mi capita quando non lo aspetto;
l’amore è come il brivido che mi percuote il corpo
quando i tuoi sottili ed invisibili baffi sfiorano il mio viso
e i tuoi occhi d’un blu infinito irraggiano i miei.
L’amore è come il leggero suono dei tuoi passi
che percorrono una strada che non dovresti prendere,
graffiando il soffice interno della nostra casa
e lasciando un indelebile segno,
come il nostro incontro, dopo che hai gettato giù ogni cosa,
il tuo sguardo innocente dopo il caos.
L’amore sei tu,
quando ti posizioni lento la mattina,
e mi scruti,
provando a comprendere ciò che io stia facendo;
l’amore è come l’energia che spinge la tua coda a muoversi.
Il silenzio:
ciò che mi donate e nessuno può capire.
Qualcosa che solo con la nostra conoscenza riesci a provare.
Un amore impossibile, che non potrà mai essere spiegato;
il tempo che mi dedicate vale più di mille parole.
Camminare sulle proprie emozioni,
sulle proprie orme,
essere costretta a guardare, all’indietro, il passato,
non saper ciò che ti aspetta dopo,
se una melodia strappalacrime o un obbligo a ballare.
Ritrovarsi dispersi nella propria mente,
al buio, nel nulla,
durante quella breve ed inaspettata introduzione.
Paura, timore e sentimenti oscuri,
su quella strada oscura, sola, aspra, cruda.
Immaginare il futuro e lasciar andare il presente,
come sentirsi in un continuo loop, infinito, crudele,
un loop da cui non puoi sfuggire,
bloccata tra passato e futuro,
evitare il presente, scappare da esso, guidata dalla musica.
La musica.
Qualcosa di astratto che induce a mollare la presa,
a lasciare il mondo reale verso uno fantastico;
induce a vincere il pensiero altrui o a lasciarsi vincere,
cadere in un profondo tunnel di sensazioni,
osservando da lontano la luce:
eccola, sta iniziando.
E qui, arrivo alla partenza, è solo l’inizio.
Ora comprendo ciò che mi circonda e a stento riesco a fidarmi.
Mancano metri, o chilometri, o forse villaggi,
paesi, città prima dell’arrivo.
E qui un oceano,
un immenso sforzo a non piangere,
oppure a trattenere il fiato in una stanza silenziosa,
affollata… cupa.
Convincermi a non respirare, a godermi il fuggente momento.
E qui il ritornello,
una sempre piacevole ripetizione,
sempre diversa,
sempre eccitante, emozionante,
che cancella le parole precedenti.
E qui quella strofa,
quella maledetta strofa,
quella che provi in continuazione ad imparare
e che poi non riesci più a scordare,
non ci provi neanche, non lo vuoi.
Ecco il terminare:
il buio si ripresenta,
non riesco più a godere il finale,
l’avvicinarsi della fine ha troppo potere,
è troppo forte, io, ora, sono debole.
Ormai la luce si è spenta con me.
Io aspetto l’ultima interminabile frase
e penso a ciò che verrà dopo:
sono nel presente, si, ma percepisco l’arrivo del tenebroso loop,
e, nonostante ne sia asfissiata,
desidero l’inizio di una nuova sottomissione.
GLI ALTRI FINALISTI
Maria Piazza 3ªC
L’amore è come un viaggio.
L’amore è la sensazione
che provo quando penso alla Corea:
mi basta sentire nominare
il suo nome
o vedere
la sua bandiera
per essere più felice
e ricordarmi dove
voglio arrivare.
E’ una sensazione strana,
ma allo stesso tempo
quella che mi rende
la persona che sono.
Mi sembra di pensare l'impossibile,
ma allo stesso tempo
a qualcosa per cui si può combattere
per ottenere.
L’amore
è ciò che sento
quando vedo le vie
e i palazzi illuminati
di Seoul,
il mio luogo del cuore.
Mi si illuminano
gli occhi
quando penso
alle spiagge limpide di Busan
e il loro particolare accento.
L’amore
è la gioia
che mi porta
ad ascoltare il suono
di quella lingua,
che mi scalda il cuore
e mi fa sentire a casa.
L’amore che provo
per questo luogo magico
è infinito:
dai piatti
e gli abiti tradizionali
ai paesaggi magnifici
che mi tolgono
il fiato
ogni volta che li vedo,
come se fosse
la prima.
L’amore che provo
per la Corea
è incomparabile:
mi sembra di essere
in un K-drama
tutte le volte
che penso a lei.
Sarò veramente felice,
quando finalmente
avrò la possibilità
di respirare
la sua aria.
Lì
mi sentirò
a casa.
Quando il mondo
si fa troppo rumoroso,
la musica è la soluzione
per farlo tacere.
Quando,
dopo una brutta giornata,
sento il bisogno di staccarmi dalla realtà,
mi basta indossare le cuffie
con la mia playlist preferita
e mi sento di nuovo viva.
La musica riesce sempre a trovarmi
anche quando neanche io
riesco a trovare me stessa.
Spesso
quando neanche io riesco a capire
le emozioni che provo
è lei,
lei che riesce a dire ad alta voce
ciò che io non riesco ad esprimere.
La musica
è il mio posto sicuro,
è una casa
in cui so che posso tornare
ogni voglia che ne ho bisogno.
Lei c’è sempre
quando gli altri non ci sono.
Lei mi ascolta senza giudicarmi
come se in quel momento esistesse solo per me.
Dalila Castiello 3ªB
it can help you every time you need, literally.
Every time you feel sad
you can just open your music app,
and listen to your favourite artist’s music,
and deep down, you know that just by one rhyme
they’ll help you, especially if you’re having a hard time.
If you’re happy, you’ll feel the energy in their music
because they always try to match your vibes
even at night, when you’re not in the mood,
you can just look at the moon, and relax,
with the volume at max, and you’ll see that with their rhymes,
you’ll have a good time with yourself.
TRADUZIONE
L’amore è come una terapia,
ti può aiutare ogni volta che hai bisogno, letteralmente.
Ogni volta che ti senti triste,
puoi aprire la tua app musicale preferita
e ascoltare il tuo artista preferito
e in fondo, sai che anche con solo una rima,
ti aiuterà specialmente se stai avendo un momento difficile.
Se sei felice, sentirai l’energia attraverso la loro musica,
perché cercano sempre di rispecchiarsi nelle tue vibes,
anche di notte, quando non sei dell’umore giusto
puoi guardare la luna, e rilassarti,
col volume al massimo, e vedrai che con le loro rime,
passerai un bel tempo con te stesso.
Lucifer
Everytime I’m feeling down, I always watch my favourite serie,
because clearly, it’s one of the many things that makes me feel better.
It’s my comfort show,
it feels like a day in the snow, it’s relaxing.
It feels like staring at the moon,
it lights up my mood.
My favourite character is Lucifer:
he looks like the only person in the universe
that actually cares about everyone.
It’s not something coming from anyone,
he tries to cheer everyone up,
even if he's not okay himself,
because he’s the king of hell.
TRADUZIONE
Ogni volta che mi sento giù, guardo sempre la mia serie preferita
perché chiaramente, è una delle tante cose che mi fa sentire meglio.
E’ il mio conforto,
sembra come un giorno nella neve, è rilassante.
Mi dà una certa sensazione, come guardare la luna,
che mi fa tornare felice.
Il mio personaggio preferito è Lucifer:
sembra l’unica persona nell’universo
a cui importa delle altre persone.
Questa cosa non viene da tutti
cerca di far divertire tutti,
anche se non sta bene lui stesso,
perché è il re dell’inferno.
Sabrina Filip 3ªB
Le mie lacrime versate dalla delusione
e dalla rabbia che mi perseguita…
A un certo punto mi sono ritrovata
a scappare dalle lacrime dal ridere.
Quelle notti insonni
quando avevo pensieri vuoti,
ho rivisto i tuoi occhi di un color caramello,
dove i pezzi del mio cuore vuoti
vengono riempiti e aggiustati
dalla gioia che metti in me,
attraverso il tuo modo di essere…
Ogni mio traguardo
è un passo in avanti della mia vita:
allora perché continuo a rimanere indietro?
Mi hai insegnato ad amare ogni momento
della mia vita
e soprattutto ad amare
me stessa.
Perché se un traguardo
ti dà quel senso di soddisfazione,
un fallimento ti farà diventare
la parte migliore di te stessa.
I miei pensieri vuoti
venivano riempiti
dall’infinita ira in me,
una tempesta così forte
che poteva provocare
un terremoto dietro i miei occhi spenti.
Ma tu lo vedi,
tu vedi i miei occhi scuri e spenti.
Ti sei vestita e fatta un coraggio infinito
per aprire la mia porta,
Ma prima di affrontare ogni cosa,
hai dovuto dare tempo al tempo
e pian piano fuori è uscito l'arcobaleno,
splendente dopo una tempesta,
impossibile e oscura.
Nella linea di traguardo buia
troverai sempre la luce
grazie a te stesso,
ma la mia luce
in questa buia strada
è la mia migliore amica.
Io e la me da piccola
Fuori sorgeva il sole,
si sentiva l'odore della terra bagnata,
quando nonno si svegliava presto
per annaffiare i fiori
che tramite l'odore
trasmettevano un senso di felicità,
che per me è diventato un senso di nostalgia.
Gli apparecchi elettronici
non avevano ancora peso,
telefoni, tablet, computer…
non davamo loro importanza,
poiché a noi bastava un semplice
bastoncino umido,
terra e acqua per divertirci.
Non ci importava se ci sporcavamo,
perché tanto dopo la doccia
ci saremmo sporcati di nuovo.
Guardo il tempo scorrere ora,
scuola, casa, studio, ansia,
ma la me bambina
mi avrebbe detto di divertirmi,
anche se il tempo era poco,
perché nonna ci chiama dentro…
Penso:
wow, siamo in situazioni così diverse!
Tu ti divertivi prima che nonna ti chiamasse a casa,
io mi diverto prima che lo stress mi chiami.
Le cicale che negli alberi canticchiavano,
nonna in cucina che preparava le zuppe,
nonostante fuori ci fossero quaranta gradi,
nonno che stava tutta la giornata in fattoria
a prendersi cura degli animali…
Poi c'eravamo noi cugini,
che scavavamo per vedere
chi avesse il verme più lungo:
Per andare a casa loro andavamo da soli,
perché nessun pericolo poteva sorprenderci.
Ci ritrovavamo tutti a casa di una sola bambina:
lei aveva un giardino enorme,
una fattoria, una casa bellissima
e tanti giochi che non usava,
vestiti belli, ma sporcati.
Quella bambina ero io,
ero la bambina fortunata che viveva in Italia.
Ma era veramente necessario cambiare paese per soldi?
Avrei preferito non permettermi
tutto quello che ho ora…
perché so che lì ero felice.
L'unico problema della me bambina
era dormire.
Ora l'unica cosa che voglio
sono le zuppe di mia nonna,
mi sono sempre piaciute.
Questo non è cambiato.
Ricordo che quando dormivo,
Appoggiavo un piede nella pancia gigante di mio nonno
e l'altro piede sulla faccia di mia nonna:
dormivo bene almeno.
Da piccola ho sempre voluto avere l'età di adesso,
ma ora il mio più grande pentimento è essere cresciuta…
Matteo Corradi 3ªB
Quando mi sveglio
e la pioggia cade sul selciato,
provocando quella melodia
così semplice
che però rimane impressa
nella mia mente,
sorrido.
Riesco a riflettere
immobile nel mio letto,
ricordo
quando il sole asciuga la terra,
sprigionando un odore selvaggio,
ricordo le giornate di riposo
passate a raccogliere funghi.
Ricordo
quando come un pazzo mi arrampicavo
sulle balle di fieno,
scrutavo l’orizzonte
e vedevo un falco.
Perché lui può e io no?
Perché lui può volare e io no,
devo stare radicato nel mio paese
come un leone in gabbia?
Vorrei esplorare
quel mondo screditato dallo stesso mondo,
dandogli importanza.
Ai miei occhi diventa pregiato.
La natura
è amore
in ogni sua forma
ai miei occhi.
Il karate è una danza
leggera, lascia impresse le impronte
nel tatami.
I colpi sono lame
che fendono l’aria
e impattano sull’avversario,
riuscendo a sorprendere.
Con combinazioni complesse
si arriva all’avversario,
facendogli perdere la posizione
e con un calcio alla caviglia
proiettarlo a terra.
E’ una sensazione meravigliosa
che riempie il mio viso di sorriso.
Il karate è la mia passione
che coltivo e amo.
Wassim El Abdellaoui 3ªC
L’amore è come
un abbraccio familiare,
un abbraccio che ti dà qualcosa in più,
come forza, felicità e tranquillità.
È quella base sicura dove torni la sera,
perché la famiglia è il punto di partenza,
ma è sul campo che misuro la mia resistenza.
Il calcio per me non è solo una partita,
è il rumore dei tacchetti, è la grinta infinita,
è rincorrere un sogno su un prato,
col fiato corto e il cuore accelerato.
Lì non serve parlare, lì basta uno sguardo,
per capire chi resta e chi arriva in ritardo.
Poi ci sono gli amici, quelli dei cori,
quelli che ridono anche dei tuoi errori,
pochi, ma buoni, che se cadi ti danno la mano,
che sanno capirti anche se stai zitto.
Perché parte del mio cuore è una maglia sudata,
è una corsa infinita, è una sfida cercata,
è un coro allo stadio che ti dà quell’energia
per far vedere se sei tu o no.
Il calcio ha solo un oggetto fondamentale,
un oggetto però che potremmo anche chiamare
amica o anche compagna di vita,
perché non ti può tradire
e quando non hai niente da fare
la usi.
Mattia Madaghiele 3ªB
Un giorno come gli altri,
tutto è andato storto,
ma quando prendo la palla in mano,
è come se fossi risorto.
Un palleggio dopo l’altro,
mi sento più leggero,
e “CIAFF”, poi faccio un sospiro,
penso: “Finalmente, che sollievo!”.
Tiro a canestro,
facendo un altro tentativo,
sotto gamba, dietro schiena,
sembro un po’ maldestro.
Per me l’amore è tutto questo:
fare due tiri è proprio rilassante,
continuo a fare varie mosse,
finché il sole, calante,
decide di lasciarmi da solo
con le luci, offuscate,
e tutte le strade diventano più pacate.
Mi incammino verso una nuova giornata,
sperando che la prossima sarà come quella passata.
Quando è sera, sono stanco,
mi voglio rilassare,
mi siedo alla scrivania
e inizio a disegnare.
Mi piace in particolare disegnare
doodles, insiemi di figure casuali,
cibo, personaggi inventati,
animali, sport, soggetti abituali.
Poi gli abbellimenti:
stelle, foglioline, anche onomatopee.
Dopo disegno tanti piccoli fiori,
come rose ed orchidee.
Disegnare mi libera, è il mio toccasana,
e, quando ho finito,
mi sento un’altra persona:
sono più tranquillo, pacato,
subito dopo che ho disegnato.
Rosaria Flagiello 3ªA
L’amore è qualcosa di speciale,
bello, ma può far male.
Può essere un arcobaleno dopo la tempesta,
la luce in fondo al tunnel,
ma anche un tuono che irrompe sul cielo sereno,
interrompendo la tranquillità.
Per me l’amore è vedere i miei genitori fieri di me.
Per me l'amore sono i miei nonni.
Per me l'amore sono le mie cugine.
Per me l'amore è chi c'è sempre per me.
Per me l’amore è il conforto di qualcuno.
L'abbraccio di un’amica,
le sue parole,
sempre pronte a illuminare le mie giornate più buie,
quelle giornate in cui penso di non valere nulla.
Per me l’amore è la mia cagnolina Camilla,
che quasi ogni mattina,
coglie l’occasione per entrare di nascosto in camera mia
e scodinzolare ai piedi del mio letto,
attendendo le coccole.
Per me l’amore è sdraiarmi sul letto
per ascoltare le mie canzoni preferite,
isolandomi dall’esterno,
che non sempre sembra capirmi.
Provo amore nel sentire le note del pianoforte,
che sembrano “curare” la mia tristezza.
Nel premere i tasti del piano, sento una liberazione,
è come se tutte le cose negative che provo
escano a ritmo di musica.
Per me l’amore è scrivere,
perché alcune volte,
proprio come la musica,
serve a liberare i pensieri, che talora
sembra non ti lascino respirare.
Per me l’amore sono i fiori,
che nonostante le avversità, continuano a crescere.
Io credo dovremmo ispirarci a loro
e ricordare che a volte
le tempeste, rendono solo più forti.
Per me l’amore sono le mimose,
col loro profumo e colore,
e la felicità di riceverle quando magari,
non te lo aspetti.
Per me l’amore sono i miei amici della materna.
Per me l’amore è il mare e il mio paese.
Per me l’amore è la fiducia reciproca.
Per me l’amore è sentirmi capita.
Per me l’amore è ridere con le mie amiche,
senza curarmi di cosa pensino gli altri.
Per me l’amore è fare del bene.
Per me l’amore sono i sorrisi e gli abbracci dei bambini.
Per me l’amore è il sole,
che al mare ti bacia la pelle.
Per me l’amore è sentirmi apprezzata.
Per me l’amore è sentirmi bella.
Per me l’amore è essere chiamata “Rosy”
e non semplicemente “Rosaria”.
Per me l’amore è me stessa, la vera me,
che nonostante tutto
continua ad amarsi ed essere fiera di se stessa.
Bullismo: ciò che ti cambia la vita
Il bullismo
arriva come un tuono,
magari quando meno te lo aspetti.
A volte l'umiliazione ti tiene chiuso in te stesso
e ti dà l'impressione di aver perso tutte le chiavi.
Arriva spesso senza presentarsi,
e ti stravolge la vita,
ma non sempre in senso negativo,
perché spesso da un vetro rotto,
il sole passa da dove prima non poteva,
lasciandoti vedere meglio la luce.
Spesso il bullismo arriva
quando decidi di essere te stesso,
accendendo la tua luce,
facendo brillare il tuo sole.
Quel dolore nascosto
dietro le parole o i gesti dei bulli,
ti rendono il cielo nuvoloso,
e fanno venire il temporale,
impedendoti di essere felice,
ma se lungo la strada trovi le persone giuste,
saranno loro il tuo sole.
È allora che accade il miracolo:
la pioggia e la luce si abbracciano,
facendo nascere un arcobaleno.
Un arcobaleno fatto di tue passioni.
Molti non capiscono
che non tutte le parole
sono così “innocenti”,
ma possono lasciare cicatrici,
che non sempre guariscono.
Sara Kanwal 3ªA
L’amore per me sono i tuoi ricordi
che mi lasciano il sorriso sulle labbra
e le lacrime che scorrono…
Da sconosciuti il nostro viaggio è iniziato,
anche le farfalle nello stomaco abbiamo provato:
l'amore per me sono i nostri sguardi intensi e prolungati.
Sotto quella pioggia,
quando tutto mio ti ho trovato,
tutte le mie ferite ho obliato.
L'Amore per me è il tuo nome, la tua voce,
i tuoi occhi verdi che sono il mio mondo,
il tuo profumo che con me ho portato,
i nostri passi lenti
che fin qua ci hanno portato,
e anche un futuro insieme abbiamo sognato.
Quando ti ho trovato,
il tuo cuore mi hai dato,
io l’ho curato, ti ho sempre amato
ti ho sempre amato…
Un posto che abbiamo odiato e amato,
che a volte ci ha ferito,
ma tanto ci ha regalato,
con pianti, musi e sorrisi siamo entrati
senza sapere davvero
quanto lontano saremmo arrivati.
Nuovi sentimenti abbiamo provato,
nuove compagnie abbiamo trovato,
tra risate nei corridoi e segreti mai raccontati
senza accorgercene,
senza sapere davvero
quanto saremmo cambiati.
Molte cose qua lasceremo:
i nostri ricordi, compagni, prof,
ma con noi i nostri sogni porteremo
una macchia, un'impronta nostra
non verrà mai tolta.
Un giorno forse,
usciremo da quella porta
per l’ultima volta…
Viola Malavasi 3ªC
Amore,
sincero amore,
amore che vince su tutto,
invincibile amore,
amore che provo per te,
Io e te.
“Noi apparteniamo
a due luoghi diversi”,
me lo dicesti tu
il primo giorno di scuola.
“Io appartengo all’inferno,
tu al paradiso”.
Ma per me l’inferno,
è dove non ci sei tu.
Io sono il tuo
piccolo angolo di paradiso
e sotto all’albero di fiordaliso
ho capito di amarti.
Io sono la tua luce,
nel buio.
Tu mi hai fatto capire
cos’è l'amore.
L’amore che tu provi per me,
l’amore che io provo per te
e quella sofferenza
e quel dolore
che tu provi
mi distruggono ogni giorno di più.
Ed è questo che fa l’amore:
l’amore ti fa odiare te stesso,
quando sei cosciente
di non poter fare niente
per lui.
Quella cicatrice,
che ti percorre il lato sinistro
del corpo
è la cosa che odi di più
di te stesso.
Ma è anche la cosa,
che io
amo di più.
Íse i agápi tis zoís mou, Hades mou
(Sei l’amore della mia vita, Hades mio)
La pallavolo,
un gioco.
Dove la palla fluttua
nell’aria.
La stessa palla
che è al centro del mio cuore.
Il sole,
il punto fisso dei pianeti.
I pianeti
che senza il sole
non sopravvivono.
Io,
uno dei tanti pianeti che,
senza il sole,
non vive.
Sia che si vinca
una partita,
Sia che la si perda
l’unica che ne esce
sempre vittoriosa
sei tu!
Cara pallavolo,
sempre sei
nei pensieri miei
il mio sole.
E quando talvolta
l’ira mi affligge
e io per sfogo
colpisco quella superficie bianca
che tanto amo,
mi sento meglio.
E finalmente,
flutto anche io,
come te.
Federico Zaccaria 3ªC
L’amore per me
è legato alla natura,
agli animali,
a tutto ciò
che non è artificiale.
L’amore
è molto simile
alla natura,
va e viene.
In autunno
le foglie cadono,
l’erba ingiallisce
e i colori si spengono.
In amore,
dunque,
ci sono alti e bassi,
momenti di gioia
e momenti di tristezza,
delusione
e malinconia.
La parte più infelice dell’amore,
quindi,
è uguale all’autunno.
Tutto si spegne.
Si crede che non ci sia più nulla da fare,
è finita.
Invece poi
si rinasce.
La primavera arriva,
i colori ritornano,
le foglie ricrescono,
gli uccellini cinguettano,
il sole scalda tutto.
Come il nostro cuore,
che si riscalda
quando l’amore
rientra nelle nostre vene.
Il nostro cervello
si riapre
come le gemme
si aprono
e da esse
escono le foglie,
verdi,
brillanti,
pronte
ad accogliere i raggi del sole,
come
il nostro cervello
accoglie
tutta la felicità
del nuovo amore.
La campagna
è di sicuro
il mio luogo favorito,
e di questo
non si discute.
I campi d’erba freschi,
verdi
e vissuti.
I frutteti
vecchi
e giovani
sui quali crescono
frutti squisiti.
La pace della campagna
è unica.
Alla mattina
ti svegli,
speso con il canto di un gallo,
e senti subito
il cinguettio degli uccellini,
il miagolio dei gatti
e l’abbaiare dei cani.
Il suono dei trattori
domina,
domina tutto il giorno,
ma dopo un po’
ti abitui,
anzi,
inizia a piacerti.
L’odore di metano
che arriva dalle stalle
all’inizio non pare buono,
ma poi
arrivi ad adorarlo.
La campagna
è unica,
diversa,
particolare.
Qui accadono fatti
che in città non accadono.
No,
no, mai e poi mai:
i cittadini di città
non possono abituarsi
alla campagna
e a tutte le sue particolarità,
e chi magari ci riesce,
capisce,
capisce che la bellezza della campagna
è unica.
Tutti i servizi che trovi in città
in campagna
non ci sono:
no,
bisogna cavarsela
con ciò che si ha.
In campagna
non arriva il Delivero
a portarti il cibo a casa,
devi andare tu.
Questo può essere considerato
uno svantaggio,
è vero,
ma in campagna si devono fare sacrifici.
Molti sacrifici,
ma sono del tutto ricompensati.
La ricompensa?
La ricompensa
è lo spettacolo che la campagna offre.
E’ unica.
Malak Elaissaoui 3ªA
Sono solo una donna,
una donna che vuole abbracciarti per sempre.
Sono solo una donna,
una donna che vuole annegare nei tuoi splendidi occhi simili al mare.
Sono solo una donna,
una donna che spende ore e ore solo per crearti lettere d’amore,
tenendole come se avessero un significato.
Mio amore, perché scappi sempre da me?
Sono disperata e vorrei trovarti, anche se sono in questo posto,
a scrivere questa poesia, solo per te, quando tutti gli altri pensano
che sono pazza.
Sono solo una donna:
e tu forse, alla fine, sei solo immaginario.
Piccola me
Mi manca quel momento,
quando sorridevi senza pensare.
Mi manca quando eri solo una bambina,
mi mancano le volte
in cui ridevi con i tuoi amici,
mi manca quando non pensavi a quelle cose,
mi mancano i tuoi sogni e la tua gioia.
Ma ora. Sei solo un ricordo.
Un ricordo che vorrei tenere in mano,
un ricordo
che vorrei far brillare ancora una volta.
Almeno una volta, dai!
Ma forse… è del tutto impossibile,
forse sei solo un ricordo,
che è destinato a stare lì,
nel mio pensiero.
Forse sei solo un ricordo,
che sono forzata a lasciare,
ma, forse,
alla fine,
non potrei portarti con me,
piccola me.
Tommaso Sala 3ªA
Come fai?
Come fai a farmi sentire così?
Come fai a capovolgermi lo stomaco?
Come fai a farmi sentire questa agonia?
E perché fa male sapere che il tuo primo pensiero non è mio
e fa male pensare sempre a te
e fa male essere consumato da ogni tuo sguardo
e fa male sentirmi sollevato dalla tua sola presenza.
E perché? Perché non sono io quello che sogni,
perché non sono io quello che ti fa sentire male?
E perché non sono io quello che ti fa ripensare quando tutto è a terra?
E fa male vedere quel lucchetto in quella porzione di cervello
che solo dalle tue candide mani può essere aperto.
E soprattutto fa male non essere tuo
e sapere che per te sono solo uno spiraglio di luce
che si estingue in mezzo al sole.
Il palazzo
Un
palazzo alto mille metri si alza davanti a me.
Mi sento piccolo
dinanzi a lui.
Più mi avvicino, più mi chiedo a cosa
serva.
Non so perché, ma una parte di me si sente sollevata
alla sua visione.
Qualsiasi
cosa io faccia, sarà comunque inesistente per te.
Se
scomparissi, dubito mi noteresti.
Eppure
resto qui.
A guardarti.
Forse
perché dentro di te c’è ordine.
Linee dritte. Vetri lucidi.
Nessuna esitazione.
Tu sai cosa sei.
Io no.
Tu
ti alzi verso il cielo senza dubbi.
Io abbasso lo sguardo per
non bruciarmi gli occhi.
Mi
fai sentire esile, sì.
Ma mi fai sentire anche al
sicuro.
Perché finché esisti tu, esiste qualcosa di più
grande delle mie paure.
E
allora mi chiedo…
Sei davvero tu a essere immenso?
O sono
io che mi rimpicciolisco?
Forse la tua grandezza non è altro che la mia paura di crescere.
E
mentre continuo a guardarti,
capisco che non sei tu a
sovrastarmi.
Sono io che ho scelto di stare in basso.
Nora Albreschi 3ªC
In questo stesso momento
sento la tua linguetta bagnata
sulla mia guancia,
percepisco
le tue zampette
sull’erba fresca
e sento
il tuo respiro affannato.
Quando ripenso
alla tua immagine scodinzolante
che si rotola nel prato,
mi scende una lacrima.
Ricordo
che anche tu avevi i tuoi luoghi del cuore,
la tua cuccia nella siepe,
il tuo posticino nell’erba,
e le tue acciambellature notturne nel vaso dei limoni.
E quanto tiravi
quando ti abbiamo portato fuori per la prima volta,
quanta paura
quando hai rischiato di non farcela,
poi ti sei ripresa,
più forte di prima.
Tutte le corse fatte insieme
e tutti i fossi che abbiamo saltato insieme
li ricordo
uno ad uno.
È strano,
è strano ritrovarsi divisi da un vetro,
da una parte il mondo reale e dall’altra
la tua fantasia,
la tua immaginazione,
la mente confusa.
Guardando oltre il davanzale
vedi le vite degli altri sbocciare,
mentre tu sei lì dietro, che osservi tutto.
Li guardi e pensi a come possa essere la loro vita,
fai film mentali e crei storielle immaginarie.
Tu fai tutto questo,
ma coloro che sono all’esterno di quello spesso cristallo,
non sanno che tu li osservi in silenzio,
che la tua vita è nascosta dietro un vetro oscurato da tendine,
non sanno che la tua vita è quella.
Quando non sai che cosa fare, ti apposti lì,
e come un corvo alla ricerca di un cadavere, aspetti la tua prossima preda,
che sarà protagonista della tua immaginazione contorta.
Cosa accade però quando si apre la finestra?
Entra il vento,
entra la realtà,
entra una parte della vita degli altri,
e tu ti senti parte di essa,
senti come se quella realtà fosse anche tua,
perché contribuisci a farla progredire e a mandarla avanti
nel tuo piccolo, esclusivamente in solitudine.
Emma Martinelli 3ªB
When the moon rises,
eyes droop and silence dawns,
my love for the dark irises of the stars
falls upon my diary like whispered secrets.
As my ink pen scratches against its
delicate pages, I think of whom I cant love,
for my devotion falls unfounded under his
gentle gaze. But the moon knows.
The moon listens to who my desires call for,
though impossible.
TRADUZIONE
Quando sorge la luna,
gli occhi si abbassano e cala il silenzio,
il mio amore per le iridi scure delle stelle
cade sul mio diario come segreti sussurrati.
Mentre la mia penna graffia le sue
pagine delicate, penso a chi non posso amare,
perché la mia devozione cade infondata sotto il suo
sguardo gentile. Ma la luna sa.
La luna ascolta chi i miei desideri chiamano,
anche se impossibile.
“Man fears death, but at the same time, is drawn to it.”
Osamu once said. And funnily enough,
he was right.
Man fears many things in life,
of which one’s own fate.
But why must we crave it, once
the world seems to be closing up on us?
Why must we bring our bodies
to an early grave
for
the mere peace of mind?
Why must we set ourselves down
like the setting sun on a hot day?
And when you wake up tomorrow,
tell me, little sun, why must we?
TRADUZIONE
"L'uomo teme la morte, ma allo stesso tempo ne è attratto."
Osamu disse una volta. E, curiosamente,
aveva ragione.
L'uomo teme molte cose nella vita,
tra cui il proprio destino.
Ma perché dobbiamo desiderarla ardentemente, quando
il mondo sembra chiudersi su di noi?
Perché dobbiamo portare i nostri corpi
a una tomba prematura
per la semplice pace della mente?
Perché dobbiamo deporre le nostre energie
come il sole al tramonto in una giornata calda?
E quando ti sveglierai domani,
dimmi, piccolo sole, perché dobbiamo farlo?





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